Una lunga tradizione che nasce dalla passione per la coltivazione dell’uva e per la lavorazione del mosto secondo antiche ricette – fatte di ingredienti e tecniche segreti – che dai primi anni del 900 legano il destino della famiglia Lombardini alla produzione di lambrusco e di aceto balsamico.
Tradizione che Cecilia Lombardini ha scelto di raccontare in un suo blog personale: ricette dove i piatti ricchi e gustosi della cucina emiliana si incontrano con gli aceti e vini tipici delle nostre terre e che la famiglia Lombardini produce da generazioni, curiosità legate alla lavorazione dell’uva e ai segreti dell’acetaia custoditi gelosamente dal padre e dal nonno di Cecilia, gli aneddoti legati alla storia del condimento balsamico più famoso al mondo e molto altro ancora.
Un viaggio quotidiano alla scoperta del mondo che ha portato Cecilia Lombardini a produrre oggi i vini e gli aceti lunatici (in vendita sul suo sito), un progetto in cui ha unito la cultura della terra d’Emilia e la produzione alimentare tipica di queste terre con la sua passione per la poetica letteraria del Lunatico.

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La poetica dei vini e degli aceti lunatici di Ca’ Cecilia Lombardini e la sua passione tradizione culinaria emiliana approdano sul web. Mezza Luna, Aceto Tradizionale di Reggio Emilia, Chardonnay frizzante e le ricette di nonna Roberta sono solo alcuni dei prodotti disponibili sul sito www.cacecilialombardini.it.
Un’area dedicata all’e-commerce, dove l’acquisto richiede solo pochi e semplici click, si affianca alle sezioni dove si narra la storia di Ca’ Cecilia Lombardini, della sua cantina e della sua acetaia, una storia fatta di tradizioni tramandate di generazione in generazione. Dal sito è inoltre possibile accedere direttamente alla pagina Facebook di Ca’ Cecilia dove, oltre alle promozioni e alle offerte relative ai prodotti, è possibile gustare in anteprima alcune tra le ricette tipiche della cucina emiliana.

E’ online il nuovo sito di Spazio Progetto, più di un semplice showroom, di un’area espositiva o di uno spazio commerciale. Spazio Progetto è un vero e proprio contenitore culturale dedicato a progettisti, aziende e privati che, sul sito, potranno trovare tutte le informazioni per esporre i propri prodotti, interagire con chi progetta e offre soluzioni, ma anche pre confrontarsi con professionisti o semplici appassionati del settore.
Design, academy, engineering, energy, art e press: questi gli ambiti a cui viene dato ampio spazio sul sito che, oltre alle informazioni più istituzionali, permette di sfogliare con un click le photogallery degli eventi e di catturare, con un solo colpo d’occhio, tutti i partners che adersicono (e vorranno aderire) al progetto. Non poteva mancare, nell’era della comunicazione social, la possibilità di condividere i contenuti del sito sui propri profili di Facebook, FriendFeed, LinkedIn, MySpace e Twitter.

Introduzione di Vanni Codeluppi e Pasquale Diaferia a “Le città invisibili”, appuntamento inserito all’interno di Com.è, il ciclo di incontri dedicati alla comunicazione e al marketing, che si è tenuto il 13 dicembre 2010. Al centro di quest’ultimo incontro del 2010 i 18 minifilm dei pubblicitari che hanno ritratto Milano attraverso il loro sguardo e il loro estro creativo. Questi cortometraggi hanno dato vita al film “Le città invisibili”, proiettato alla fine del dibattito che ha visto protagonisti, oltre a Vanni Codeluppi, docente di Comunicazione pubblicitaria (UniMoRe) e Pasquale Diaferia, pubblicitario e curatore del film, due dei registi che hanno realizzato i minifilm.

L’ipad è il regalo più richiesto a Babbo Natale dei bambini americani e in Italia se ne prevede la vendita di oltre 600.000 entro fine anno, un successo incredibile se si pensa che la tavoletta è stata messa in vendita meno di sei mesi fa. Ma c’è chi rilancia e dice che entro un anno ne verranno vendute oltre 40 milioni nel mondo, senza considerare che nel 2011 uscirà pure la tavoletta blackberry (già presente con un bel cameo nell’ultimo clip dei balck eyed peas) che, da alcune prove “di parte”, sembra pure più performante rispetto a quella della Apple.

Questi dati solo per dare un senso alla dimensione, in realtà non mi interessa l’aspetto tecnologico. Mi interessa molto di più quello antropologico. Stiamo vivendo in un periodo di grande incertezza ma anche di grande eccitazione. Siamo nell’occhio del ciclone di un cambiamento globale e radicale che riscriverà la società e la stessa antropologia dell’uomo. Figuriamoci, quindi, cosa resterà del sistema della comunicazione nato nel secolo scorso.

Ma se tutti ormai ci siamo resi conto del cambiamento in atto, nessuno sa cosa succederà domani, perché nessuno è ancora in grado di comprendere gli effetti di tutte le novità introdotte in questi ultimi anni (e mesi), senza considerare che prima di domani ne verranno introdotte delle nuove.

Ma ripeto, non mi interessa l’aspetto tecnologico. Mi interessa quello antropologico, mi interessa il resto. E’ come se vi chiedessi che differenza c’è tra il motore a scoppio e le relazioni amorose. Apparentemente nessuna, ma senza motore a scoppio, senza vespe, scooter e automobili dotate di sedili reclinabili, quante storie d’amore non sarebbero mai nate o non si sarebbero mai consumate? E allora credo che l’unica soluzione che ci rimane sia  goderci questo cambiamento epocale e queste splendide relazioni amorose. Provando a dare il nostro modesto contributo.

alessandro@wwlab.it